È un dialogo in cui ascoltiamo il cliente, facciamo domande, mettiamo sul tavolo dubbi e ipotesi. Serve a capire dove vuole arrivare e se siamo le persone giuste per accompagnarlo in questo percorso.
Questa guida spiega come strutturiamo la discovery, cosa chiediamo e perché ogni passaggio conta.
Parliamo degli obiettivi concreti del tuo progetto. Non di visioni astratte, ma di risultati misurabili: cosa deve succedere perché il progetto sia un successo?
Chiediamo al cliente di raccontarci il suo business: value proposition, mercato, target e competitor. Non per curiosità, ma perché senza contesto non possiamo progettare nulla di sensato.
Le domande che facciamo:
— Cosa fa la tua azienda?
— Qual è il valore che offre ai clienti?
— Chi sono i tuoi competitor?
— Cosa ti differenzia da loro?
— Chi è il target?
Definiamo tempistiche e budget. Non dopo, non "vedremo" — subito. Perché un progetto senza vincoli chiari è un progetto che non parte.
Le domande che facciamo:
— Qual è il budget a disposizione?
— Il progetto ha una deadline ben definita?
— Ci sono vincoli tecnici o organizzativi?
Dopo il nostro primo incontro, solitamente mandiamo un brief. Un questionario che raccoglie delle domande ben precise a cui il cliente risponde. Serve per far emergere informazioni chiave e dettagliate prima di iniziare a progettare e sviluppare un prodotto digitale.
Durante la discovery poi, se occorre, riprendiamo quel documento, lo analizziamo e approfondiamo insieme, diventando così il punto di partenza della conversazione.
Alla fine della discovery emerge una strategia condivisa. Il cliente ha messo in chiaro obiettivi, tempistiche e budget. Noi abbiamo proposto un percorso, una soluzione che tiene conto di tutti questi elementi.
Il risultato:
— Obiettivi chiari e misurabili
— Contesto e vincoli definiti
— Strategia condivisa su come procedere
— Allineamento tra aspettative e possibilità
Niente improvvisazione. Niente promesse generiche. Solo una direzione chiara su cui costruire.
La discovery determina tutto quello che viene dopo. Se iniziamo male, tutto il resto sarà in salita. Se invece costruiamo basi solide, il progetto scorre meglio — per il cliente e per noi.
Per il cliente: chiarezza su cosa aspettarsi. Certezza che abbiamo capito le sue esigenze.
Per noi: capire se siamo le persone giuste per il progetto. Evitare progetti senza direzione.
È il momento in cui si stabilisce la fiducia. Non con belle parole, ma con chiarezza, trasparenza e onestà. Ed è da lì che parte la collaborazione.
Questo processo è fondamentale perché permette di aver assimilato la stessa cosa. Per evitare di scoprire a metà progetto che obiettivi, budget o tempistiche non erano allineati. Non è un passaggio che si può accelerare. È il momento che determina se il progetto avrà successo o si trascinerà tra incomprensioni e rework.
Se c’è un momento dove investire tempo all’inizio, è qui.